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Pensieri sull’educazione

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Biblioteche– “Non si comincia mai troppo presto e non si finisce mai, e non è mai troppo tardi per cominciare. L’educazione dura quanto la vita”. 1

– “L’igiene del corpo nel mondo moderno ha fatto molti innegabili progressi, e la igiene dello spirito ha fatto altrettanti regressi… La disciplina interiore è in enorme ribasso”. 2

– “Prendete l’arte, la vera, la grande arte: essa e aristocratica, è e non può non essere che pei pochi: rivolgendosi a molti, cessa di essere arte grande e vera, cessa di essere arte”. 3

– “Per molti … educare l’intelletto vuol dire rimpinzarlo di nozioni, fare che sappia molte cose. Ragione per cui  lo ritengono assai facile, ché non è difficile aggiungere nozioni sopra nozioni, affastellarle in una medesima testa.  In realtà la vera educazione intellettuale dovrebbe consistere non già nel moltiplicare le nozioni, ma nell’intensificare le facoltà: non già dare molto da mangiare, ma avvezzare a digerire bene. E questo, e questo solo è l’educazione della volontà: non si tratta di far volere ad un animo molte cose, ma si tratta di formarlo a volere energicamente quelle poche o molte che esso vuole” 4

– “Non è l’intellettualità il male del sistema moderno di educazione; vorrei anzi dire che ce n’è troppo poca, perché si studia poco  e specialmente si studia male, con cattivi metodi.  Il vizio è l’intellettualismo, cioè il credere che l’istruzione basti, o che certo nella formazione, nella educazione dell’uomo essa primeggi.” 5

– “No, l’istruzione non basta  a fare l’uomo migliore: il solo saper leggere può costituire un incentivo di più alle passioni più basse, il saper scrivere da solo è un mezzo, un’arma di più per imgannare, per frotdare il prossimo. Dal che non si deve dedurre , né io deduco che non si debba istruire: non scende logicamente linno alla santa ignoranza; no, no: istruiamo  questa massa, istruiamola di più e meglio, formiamo meglio i maestri del popolo, eleviamo più sontuosi gli edifici, più pratici: diamo, se occorre, un po’ di refezione perché il non digiuno stomaco ascolti meglio dottrine e consigli … ma educhiamo anche:  è indispensabile se si vuole che la istruzione raggiunga idealità morali e sociali.” 6

– “E’ assurda impresa che tentiamo nelle nostre scuole moderne: educare gli animi giovani ad amare la verità, la bellezza, predicando, inculcando, esaltando da mane a sera ai loro avidi sguardi i vantaggi pratici, economici, materiali. E’ l’assurda impresa  che tenta l’utilitarismo: educare gli animi ad amare il bene, la virtù, cantando sempre la canzone della soddisfazione egoistica individuale. Da quella scuola non escono, non possono uscire uomini compiuti, o ne usciranno solo in quanto essi da sè per uno sforzo virile si sottraggono all’azione che sovera essi si è cercato di esercitare. Da questa scuola non usciranno uomini morali se non in quanto essi da sé sappiano virilmente sottrarsi alle pedantesche suggestioni dell’utile.” 7

– “Le nostre scuole … non so se soffrano realmente di ipertrofia intellettuale  … certo soffrono di anemia morale.  Non so se noi facciamo abbastanza nelle nostre scuole per istruire le nuove generazioni, certo non facciamo quasi nulla o, via, facciamo troppo poco per educarle – assorti nel desiderio di avere degli uomini più colti trascuriamo quasi completamente di averli più onesti.” 8

– “Conoscere amando, amare conoscendo, conoscere per amare, amare per conoscere.  L’amore domina tutto: è l’alpha e l’omega.” 9

– “Maestri e Direttori possono ben poco senza la cooperazione delle famiglie, che hanno torto marcio quando credono di potere scaricare sulla scuola o il collegio la loro responsabilità. Se la famiglia coadiuva la scuola e il collegio, questi possono parecchio: ma la loro efficacia è paralizzata da un ambiente domestico refrattario, contrario… Per formare il galantuomo, il gentiluomo, il cristiano, ci vuole la più cordiale collaborazione di tutte le forze spirituali” 10

– ” … idea, semplice fino all’idiozia: che la storia più facile, più interessante e dalla quale perciò bisognerebbe cominciar è la storia contemporanea.” 11

– “Ciò di cui l’umanità ha più bisogno per conservarsi buona, o meglio, per diventarlo, poichè lo è così poco, per diventarlo sempre di più, perchè non lo è mai abbastaanza, non sono le parole, sono gli esempi. La parola è un povero soffio, il fatto, l’esempio, una solida  forza. La parola piace, l’esempio convince.  Esso, l’esempio, prova la possibilità reale di ciò che la parola accenna.” 12

– “Essere giusto è già molto, ma più bella della giustizia è la bontà.” 13

– “Dei dialetti nostri io sono un appassionato amante, un caldo fautore. Lungi dal vederci una debolezza, una povertà
nazionale, ci veggo e ci sento una ricchezza e una gloria.” 14

– “La pedagogia moderna, della quale, debbo dirlo, … io sono pochissimo entusiasta, ha abolito il premio, specie conferito in modo solenne: la premiazione. Non trova abbastanza nobile il sentimento della gloria a cui il premio così solennemente conferito si riconnette. I Gesuiti la pensavano diversamente, e credo avessero ragione. Ipertrofia no, ma nutrizione sì. L’ amore dell a lode è una molla sana. Fa parte anche la lode di quel buon nome che la Scrittura Sacra ci inculca di non trascurare. Curam habe de bono nomine.” 15

– ” … bisogna a tutti i costi impedire il feticismo del programma, il chiudersi, l’esaurirsi, il fossilizzarsi dello spirito giovanile nel solco degli studi strettamente obbligatorii. La elasticità spirituale è importante nclla vita più della elasticità fisica; e come la buona, sana ginnastica è quella che conserva ed accresce la elasticità, non quella che finisce per cristallizzare l’ organismo in una serie di movimenti, così il buon metodo di formazione spirituale è quello che non si lega a un metodo.” 16

– “Una delle stoltezze più insigni nelle quali si ostina per forza d’inerzia (spaventosa forza) la nostra pedagogia pratica ufficiale è il cominciare lo studio della storia dalla storia antica – dalla storia cioè di coloro che spiritualmente e materialmente sono stati più lontani, più diversi da noi, dalla esperienza nostra e riescono per ciò stesso i più difficili ad essere compresi. Ma, in nome del cielo, che cosa volete che un ragazzo a dodici o anche a quattordici anni capisca del mondo ebraico, assiro o babilonese? che cosa del lo stesso mondo greco e romano? O non è forse molto più omogeneo allo spirito del ragazzo Re Carl o Alberto che il Faraone Toutankamen? e allora perché non cominciare da Carlo Alberto? l ‘ ordine logico è esso sempre identico al cronologico? E bisognerebbe anche ridurla questa benedetta storia, o piuttosto sfrondarne risolutamente il ciarpame, il fogliame puramente mnemonico. A cui invece i pedanti hanno dato e danno la suprema importanza. Ne diedi allora molta, troppa anch’io. Un po’ di memoria ci vuole; ci vuole un po’ di cronologia; ma la storia non è, non può essere gioco di date, sì intelligenza dei fatti umani.”17

– “La disciplina interiore è in enorme ribasso; e bisognerà rialzarla se si vuole ottenere una vera e salda disciplina sociale. Lo spirito si consolida come spirito, non come capriccio, velleità, volubilità, stando a lungo solo con Dio.”18

– “Si discute molto oggi sui testi e si cambiano a ogni stagione; ma il testo ha un’ importanza secondaria: ciò che conta è I’insegnamento. La materia più arida in mano di un buon insegnante diventa cosa viva, e contribuisce alla formazione dell’anima”. 19

– “Nella vita moderna le lingue per lo studio o per l’azione sono una necessità; ma bisogna impararle come lingue vive, poichè lo sono, e impararle a tempo. Non è mai troppo presto ed è invece facile che si arrivi troppo tardi, quando non s’ i ncomincia presto. A due o tre anni si può già cominciare utilmente: a vent’ anni può essere tardi per parlarle bene.”20

– “Gli antichi per dare coscienza della sua virilità al fanciullo gli mettevano la toga virile; noi gli togliamo la religione. La nostra toga virile è l’irreligiosità.”21

–  “L’ignoranza religiosa si risolve, o signore, in un’atonia morale.     Ci lamentiamo che mancano i grandi caratteri e lavoriamo in tutto il nostro sistema ateo di educazione a distruggerli – simili all’agricoltore che si lagna delle sue piante tisiche e non s’adopra ad innaffiarle.”22

– “Oh diamo a questi giovani che entrano timidi inesperti fiacchi nel cammino della vita, diamo dei principi solidi, diamo delle nobili idealità; educhiamoli a levare alta verso il cielo la fronte di là riconoscendo la loro origine, là aspettando il loro vero destino: imprimiamo nella loro coscienza un principio superiore di dovere e una meta chiara dei loro sforzi. Al corpo la ginnastica, all’intelletto la scienza, all’animo la pietà: non una pietà d’abitudine, nella sua insita incoscienza, e inefficace, non una pietà sentimentale di cui adulti debbano vergognarsi ma una pietà illuminata e vigorosa in cui possono anche adulti trovare conforto di dolore, stimolo di virtù.”23

– “Non si  può  parlare  di  educazione del sentimento cristiano perché questo è dono, è grazia di Dio?   è   dono?     Signori  miei  –  chi   ragiona così,  mostra di essersi  dimenticato un altro aspetto della realtà che non esclude questo primo – ogni religiosità, la religiosità cristiana in  modo unico è realtà divina sì, ma anche fenomeno umano – è il divino nell’umano.    Ed è questo umano aspetto, realissimo, indistruttibile che legittima questa opera educatrice la quale nella pura luce divina apparirebbe, sembrerebbe superflua.”24

– “La pedagogia buona non si crea un ente artificiale per proprio uso e consumo, prende l’essere che natura gli dà.”25

——

1   P. G. Semeria “La Famiglia umana e cristiana”, Scuola Tip. Orfanotrofio Maschile, Amatrice 1930, pagg. 107-108;
2.  P. G. Semeria “I miei ricordi oratori” Amatrix, Roma-Milano 1927, pag. 100.
3.  P. G. Semeria “l primo sangue cristiano”, Pustet, Roma 190, pag. 366.
4.  P. G. Semeria “La libertà”, Le Monnier, Firenze 1936, pagg.133-134.
5.  P. G. Semeria “La libertà”, Le Monnier, Firenze 1936, pag.138.
6.  P. G. Semeria “La coscienza”, Le Monnier, Firenze 1937, pag.72.
7.  P. G. Semeria “La legge”, Le Monnier, Firenze 1937, pagg.79-80.
8.  P. G. Semeria “La morale e le norali”, Le Monnier, Firenze 1937, pag.21.
9.  G. Semeria (dott. Mario Brusadelli) “Leggendo il «De docta ignorantia» del Card. Cusano e meditando” in “Rivista di Filosofia Neoscolastica”, a. VII (1915), fasc. I, pagg. 77-84. Ristampato anche in: G. Semeria “Saggi… clandestini”, Ediz. domenicane, 1967, vol. II, pag. 131.
10. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Casa Editrice Amatrix, Milano-Roma 1927, pag. 66.
11. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Casa Editrice Amatrix, Milano-Roma 1927, pag. 82.
12. G. Semeria “Unione per il bene. Pagine sulla carità”, L.I.C.E., Torino 1932, pagg. 49-50.
13. G. Semeria in “Il Paradiso”, vol. 1, “Quaderni del Centenario della nascita di Padre Semeria”, “Eco dei Barnabiti”, Roma 1967, pag. 51.
14. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 5.
15. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 38.
16. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 61.
17. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pagg. 61-62.
18. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 79.
19. G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 80.
20 G. Semeria “I miei ricordi oratori“, Amatrix, Roma-Milano, 1927, pag. 111.
21. G. Semeria “Le condizioni dell’istruzione religiosa in Italia“, Archivio Barnabitico di Roma, Monoscritto n. 155.
22. G. Semeria “Le condizioni dell’istruzione religiosa in Italia“, Archivio Barnabitico di Roma, Monoscritto n. 155.
23. G. Semeria “Le condizioni dell’istruzione religiosa in Italia“, Archivio Barnabitico di Roma, Monoscritto n. 155.
24. G. Semeria “Del sentimento religioso considerato come oggetto e fattore di educazione“, Archivio Barnabitico di Roma, Monoscritto n. 165.

25. G. Semeria “Del sentimento religioso considerato come oggetto e fattore di educazione“, Archivio Barnabitico di Roma, Monoscritto n. 165.

[Ultimo aggiornamento: 04.12.2015, alle ore 21:51]

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